La facciata in granito della basilica romanica di San Simplicio a Olbia, con trifora e campanile a vela
Basilica di San Simplicio, Olbia — foto: Sailko · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Per molti Olbia è solo il nome dell'aeroporto o del porto dove si sbarca all'inizio della vacanza. Eppure, a circa mezz'ora d'auto da San Teodoro, c'è una città con una storia lunghissima: fenici, greci, cartaginesi, romani, il medioevo dei giudicati. Basta una mezza giornata, magari in un giorno di vento o di cielo coperto, per scoprirne i luoghi principali. Ecco un itinerario semplice da fare a piedi, con una deviazione in auto per chi ama l'archeologia.

La basilica di San Simplicio

Il punto di partenza è la basilica di San Simplicio, considerata il monumento religioso più importante e antico della Sardegna nord-orientale. Costruita in granito a partire dai primi decenni del XII secolo e completata nel secolo successivo, è un bell'esempio di romanico: facciata sobria, una trifora nella parte alta, un piccolo campanile a vela. All'interno, tre navate scandite da colonne e pilastri creano un'atmosfera raccolta e luminosa.

La chiesa è dedicata a San Simplicio, considerato il primo vescovo della città e martire sotto Diocleziano, patrono di Olbia. È stata cattedrale fino al 1839 e nel 1993 ha ricevuto il titolo di basilica minore. Ogni anno a maggio, intorno al 15, la città celebra il suo patrono con la festa più sentita, tra processione, gruppi folk e il tradizionale Palio della Stella: se capitate in quei giorni, verificate date e programma sui canali del Comitato festeggiamenti di San Simplicio e del Comune di Olbia.

Il Museo Archeologico e le navi romane

Dal centro si raggiunge facilmente il Museo Archeologico di Olbia, sull'isolotto di Peddone, affacciato sul porto. Già l'edificio è curioso: la sua forma ricorda una nave ormeggiata in banchina, un richiamo diretto alla vocazione marinara della città. Inaugurato nel 2007, racconta la storia di Olbia dalla preistoria all'Ottocento, con particolare attenzione all'epoca fenicia, greca, punica e romana.

Il pezzo forte sono i relitti. Durante gli scavi per un tunnel stradale nell'area del porto antico vennero alla luce i resti di numerose imbarcazioni, dall'epoca romana al medioevo. Molte risalgono al V secolo e, secondo gli studiosi, affondarono probabilmente durante un'incursione dei Vandali mentre erano ormeggiate. Vedere da vicino scafi, alberi e timoni di navi così antiche è un'esperienza che colpisce anche chi di solito non ama i musei.

Corso Umberto e il lungomare

Il cuore del centro storico è corso Umberto, la via principale, in gran parte pedonale, che collega la zona del porto con le piazze del centro. Ai lati si alternano palazzi in stile Liberty, negozi e caffè, e lungo il percorso si aprono piazze come piazza Regina Margherita. Con una breve deviazione in una traversa si raggiunge la chiesa di San Paolo Apostolo, un'altra tappa che vale la pena inserire. Verso sera il corso si anima e diventa il salotto della città, perfetto per una passeggiata e un gelato.

Per chiudere, scendete verso il lungomare: un affaccio sul golfo, con panchine e spazi verdi, da cui si guardano le barche del porto e, sullo sfondo, le colline della Gallura. È il modo più rilassante per concludere il giro in centro.

Il pozzo sacro di Sa Testa

Chi ha ancora un po' di tempo e un'auto a disposizione può fare una deviazione fuori dal centro, lungo la strada che da Olbia porta verso la spiaggia di Pittulongu. Qui si trova il pozzo sacro di Sa Testa, uno dei monumenti più suggestivi della Sardegna nuragica. Scavato nel 1938, risale probabilmente alla tarda età del Bronzo e ha una struttura ancora ben leggibile: un cortile circolare, un vestibolo, una scala di diciassette gradini che scende fino alla sorgente e la camera coperta a tholos. Scendere quei gradini verso l'acqua dà un'idea concreta di quanto fosse sacro, per i nuragici, il rapporto con le sorgenti.

Come organizzarvi: il centro di Olbia si visita bene a piedi; lasciate l'auto in un parcheggio fuori dalle vie pedonali e muovetevi senza fretta. Per il museo e per Sa Testa controllate in anticipo giorni e modalità di visita sui canali ufficiali, perché possono variare nel corso dell'anno. In estate le ore più fresche sono quelle del mattino e del tardo pomeriggio.

Mezza giornata a Olbia è un buon antidoto alla routine spiaggia-ombrellone: un tuffo nella storia, una passeggiata in città e il rientro verso la costa in tempo per il tramonto. E la prossima volta che passerete dal porto, lo guarderete con occhi diversi.

Una casa vicino al mare, a mezz'ora da Olbia

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