Filari di vite in Gallura nei pressi di Aggius, con colline granitiche e macchia mediterranea sullo sfondo
Vigneto ad Aggius, Gallura — foto: shansby · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Dopo una giornata di mare, quando il sole scende dietro le colline e l'aria si fa più fresca, in Gallura c'è un rito che mette d'accordo quasi tutti: un calice di Vermentino. Non è solo il vino che troverete in ogni carta: è il bianco che più di ogni altro racconta questo angolo di Sardegna, fatto di graniti, macchia mediterranea e vento. Ecco cosa sapere per apprezzarlo davvero.

L'unica DOCG della Sardegna

Il Vermentino di Gallura ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata e Garantita nel 1996, ed è ancora oggi l'unica DOCG dell'isola. È il gradino più alto della classificazione dei vini italiani: significa che la zona di produzione, le rese delle vigne e le caratteristiche del vino sono fissate da un disciplinare preciso e controllate prima che la bottiglia arrivi in tavola.

Per fregiarsi del nome, il vino deve essere ottenuto almeno per il 95% da uve Vermentino; il restante piccolo margine può venire da altre uve bianche coltivate in Sardegna. Da non confondere con il Vermentino di Sardegna, denominazione regionale DOC che si può produrre in tutta l'isola: il "di Gallura" è legato solo a questo territorio.

Un territorio di granito e vento

La zona di produzione abbraccia oltre venti comuni del nord-est sardo, dalla costa all'interno: tra gli altri Olbia, Arzachena, Tempio Pausania, Calangianus, Berchidda, Monti, Luras, Budoni e la stessa San Teodoro. A unirli è il suolo: il disciplinare ammette solo vigneti su terreni nati dal disfacimento del granito, e a quote non superiori ai 500 metri.

Sono terreni sabbiosi, poveri e ben drenati, che costringono la vite a lavorare in profondità e regalano al vino una nota minerale tipica. Il resto lo fa il clima: estati calde e asciutte, mitigate dal maestrale, e buone escursioni termiche tra giorno e notte, che aiutano le uve a maturare conservando freschezza e profumi. Se attraversate l'entroterra verso Tempio o Berchidda vedrete i filari incastonati tra rocce tondeggianti e sughere: è il paesaggio che poi ritrovate nel bicchiere.

Come si presenta nel bicchiere

Il Vermentino di Gallura ha di solito un colore giallo paglierino con riflessi verdolini. Al naso ricorda spesso i fiori bianchi, la frutta gialla e le erbe aromatiche della macchia; in bocca è morbido ma sapido, con quel caratteristico finale leggermente ammandorlato, appena amarognolo, che lo rende riconoscibile.

Il disciplinare prevede diverse tipologie. Le principali sono:

  • Vermentino di Gallura, la versione base, fresca e immediata, con un titolo alcolometrico minimo del 12%;
  • Superiore, con almeno il 13% e rese più basse in vigna: più strutturato e persistente, regge bene qualche anno in bottiglia;
  • Frizzante e Spumante, perfetti per l'aperitivo;
  • Passito e Vendemmia tardiva, più rari, da uve lasciate maturare a lungo o appassite, da abbinare a dolci e formaggi.

Cosa abbinarci in vacanza

Il Vermentino nasce vicino al mare e con il mare dà il meglio: crudi di pesce, frutti di mare, crostacei, un primo con le arselle o la bottarga, una grigliata di pesce. Ma non fermatevi lì. Una versione Superiore sta benissimo anche con la cucina di terra della Gallura: i formaggi di media stagionatura, i chiusoni al sugo, perfino la suppa cuata, la cui ricchezza viene "pulita" dalla sapidità del vino.

Per l'aperitivo sul terrazzo, invece, puntate su una versione base o frizzante ben fresca, con un po' di pane carasau, olive e pecorino.

Come scegliere e servire: cercate in etichetta la dicitura DOCG e la fascetta di Stato sul collo della bottiglia, che la distingue dalle denominazioni regionali. Servitelo fresco ma non gelato, intorno agli 8-10 gradi per la versione base e qualche grado in più per il Superiore. Se volete visitare le cantine del territorio, verificate sempre in anticipo se le visite sono su prenotazione.

Un ricordo da portare a casa

Una bottiglia di Vermentino di Gallura è uno dei souvenir più semplici e più riusciti della vacanza: si trova facilmente nei negozi di prodotti tipici e nelle enoteche della zona, e a casa vi riporterà in un attimo alle serate di settembre. Il consiglio è di assaggiarne più d'uno durante il soggiorno: da una vigna all'altra, tra costa ed entroterra, il carattere cambia parecchio, ed è proprio scoprendo queste differenze che si capisce perché la Gallura ci tiene tanto al suo bianco.

Un calice al tramonto a Casa Oleandro

Casa Oleandro, a Monte Petrosu, ha una terrazza con vista e un balcone: il posto ideale per un aperitivo con un Vermentino fresco. Accoglie fino a 6 ospiti, con cucina attrezzata, piscina del residence e aria condizionata.